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Associazione AQUILA

Famiglie per l'Affido

Regolamento Interno

REGOLAMENTO INTERNO

 

 

1. Scopi dell’Associazione. Gli  scopi dell’Associazione sono quelli elencati all’articolo 2 dello Statuto, ovvero ”attività di accoglienza e sostegno dei minori e servizio di utilità sociale in favore di famiglie che si trovano in difficoltà a provvedere da sole alla tutela e alla crescita dei loro figli secondo i principi della Costituzione Italiana e la Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia”. Al fine di poter meglio perseguire tali scopi l’associazione potrà avvalersi  anche  dei seguenti settori di attività:

a) INFORMAZIONE: promozione all’interno e all’esterno dell’Associazione della natura e finalità della stessa anche  mediante l’eventuale  organizzazione di una struttura informativa (Sito Internet) per un miglior accesso ai dati e alle fonti sulle tematiche che l’Associazione intende perseguire;

b) DIVULGAZIONE: contatti con l’esterno dell’Associazione mediante diffusione di fatti e notizie anche tramite conferenze, articoli giornalistici, interviste, ecc. o anche  attraverso proprie pubblicazioni sia interne che esterne;

c) ARCHIVIO: raccolta, conservazione e catalogazione di tutto il materiale documentale relativo a notizie stampa, eventuali pubblicazioni dell’associazione, documenti, studi, testi e quant’altro l’associazione dovesse utilizzare nel corso di convegni, seminari, studi, ecc.

  

2. Il Consiglio Direttivo (art. 8 dello Statuto). Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni ed è l’organo esecutivo dell’Associazione. Esso è composto da 7 membri: un  Presidente, un Vicepresidente, un Segretario, un  Tesoriere e tre Consiglieri. Le attività dell’associazione sono attuate attraverso dei programmi di lavoro stabiliti dal Consiglio Direttivo e sottoposti all’approvazione dell’Assemblea. Tali programmi di attività dovranno conseguire dei precisi obiettivi in periodi di tempo prefissati e saranno oggetto di periodiche verifiche e consuntivi. In ogni caso essi dovranno tener conto delle concrete potenzialità a disposizione dell’Associazione.

 

3. I Soci (art. 4 dello Statuto). I soci si suddividono in Fondatori, Ordinari, Onorari e Sostenitori:  

  • sono Soci Fondatori quelli che risultano dal libro dei soci, ovvero coloro che hanno sottoscritto l’atto costitutivo e quelli che, pur non avendolo sottoscritto, hanno fattivamente collaborato per la nascita dell’Associazione;
  • sono Soci Ordinari coloro i quali entrano a far parte successivamente dell’Associazione e sono in regola con il pagamento della quota associativa;
  • sono Soci Onorari personalità che abbiano reso particolari servigi all’associazione. Essi sono nominati dall’Assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo e sono esonerati dal pagamento della quota associativa. Possono partecipare alle Assemblee con diritto di voto ma non possono essere eletti alle cariche sociali, né possono eleggerle;
  • sono Soci Sostenitori tutti coloro (persone fisiche e giuridiche) che contribuiscono in modo rilevante al rafforzamento patrimoniale dell’Associazione.

Per diventare Soci dell’associazione occorre compilare l’apposito modulo o redigere specifica domanda scritta indirizzata al Presidente, firmata e datata, indicante le proprie generalità (nome, cognome, data di nascita, residenza, titolo di studio, occupazione nonché ogni altra  notizia ritenuta utile, comprese eventuali esperienze formative in materia di affido, etc.) ed attestante la conoscenza delle norme statuarie e regolamentari e l’intenzione di diventare socio. La domanda verrà presa in considerazione dal Consiglio Direttivo che,  per il tramite del Presidente, comunicherà all’aspirante socio i modi e i tempi del percorso formativo che dovrà sostenere, al termine del quale potrà essere comunicata o meno la sua accettazione.

  

4. Poiché l’Associazione  trova forza e sostenimento nei valori del Vangelo e mantiene un legame di comunione spirituale con la Casa della Tenerezza di Perugia così come previsto dall’art. 2 dello Statuto, si prevede: 

  • la presenza di un Consigliere spirituale, nella persona di Don Carlo Rocchetta o di persona da lui delegata; 
  • che i corsi formativi siano tenuti dallo stesso consigliere o da persona o famiglia in sintonia con lo spirito della Casa della Tenerezza.  

Lo scopo della presenza di un Consigliere Spirituale o di persona/famiglia da lui delegata è quello di formare i soci alla spiritualità della tenerezza come spiritualità dell’accoglienza, conformemente al piano di formazione predisposto dal Consiglio Direttivo e approvato dall’Assemblea dei soci.

L’ammissione dei nuovi soci si concretizzerà  solo dopo aver ottenuto l’assenso del personale docente del corso (che terrà conto sia della  frequenza del corso stesso che delle eventuali attitudini all’accoglienza, nonché  dopo il versamento della quota associativa per l’anno interessato e il conseguente rilascio della tessera nominativa e numerata, indicante la data di iscrizione a socio.

 

5. Partecipazione alla vita associativa. Il socio è tenuto a partecipare alle attività dell’Associazione. Trattandosi di persone che hanno deciso di riunirsi per  formare “una rete di famiglie”, il  Consiglio Direttivo stabilisce annualmente un calendario di incontri, con cadenza mensile, volti a rafforzare la conoscenza e lo spirito di aggregazione. La  partecipazione è al tempo stesso un diritto ed un dovere del socio. I termini di tale partecipazione sono stabiliti dal socio compatibilmente con le sue capacità e possibilità. La scarsa partecipazione alla vita sociale o il compimento di atti gravi e contrari alle finalità  statutarie oppure  la manifestazione di comportamenti contrari allo spirito associativo,  può costituire oggetto di richiamo  da parte dell’Assemblea che può anche deliberare per l’espulsione del socio dalla Associazione come previsto al punto 5.1 dello Statuto. Il rapporto associativo è volontario, non retribuito e fondato esclusivamente sulla collaborazione. 

 

6. Patto di fedeltà alla Tenerezza e nomina del Santo  Patrono dell’Associazione. In considerazione del particolare spirito che anima l’associazione ed al fine di rinsaldare lo spirito cristiano e umanitario di ciascun componente, all’inizio di ogni anno sociale tutti i soci prestano “patto di fedeltà alla Tenerezza”, in collegamento con lo spirito della Casa della Tenerezza. Al fine di invocarne la  protezione sugli associati e sui bambini  affidati, l’associazione decide di nominare patroni dell’associazione: San Giuseppe, (tenero padre di Gesù) e   San Girolamo Emiliani (grande operatore della carità che dedicò la sua vita per i poveri e per fare comunità con gli orfani.

 

7. Quota associativa. I soci sono tenuti a versare la quota associativa fissata ogni anno dal Consiglio Direttivo. Le quote devono essere fatte pervenire alla Segreteria dell’Associazione entro un mese dall’inizio del rapporto associativo e annualmente entro il mese di Febbraio. Il mancato versamento della quota associativa  nei tempi previsti  non comporta la sospensione della qualifica di socio,  ma unicamente la perdita  del diritto di voto in  assemblea fino a quando non sarà regolarizzata la posizione associativa.

 

8. La tessera associativa. La tessera associativa è un documento nominativo e numerato, attestante l’appartenenza all’associazione. E’ rilasciata al socio all’atto della sua nomina e va restituita in caso di cessazione definitiva del rapporto associativo o di espulsione del socio dall’Associazione. La tessera non possiede alcun valore legale o fiscale.

 

9. Durata del rapporto associativo. Il rapporto associativo ha durata annuale e deve essere rinnovato ogni anno. Il pagamento della quota entro i termini stabiliti dal precedente art. 5 costituisce rinnovo automatico.

 

10. Diritti e doveri dei Soci. I Soci, se in regola con l’iscrizione,  hanno il diritto di: 

  1. Partecipare con diritto di voto in Assemblea;
  2. Partecipare alle attività dell’Associazione;
  3. Ricevere le eventuali pubblicazioni periodiche;
  4. Consultare e richiedere materiale d’archivio.

Essi hanno il dovere di:

  1. osservare le norme dello Statuto, del Regolamento Interno nonché  le decisioni degli organi dell'Associazione;
  2. offrire, in base alle proprie competenze e disponibilità, la propria collaborazione per il raggiungimento degli scopi prefissi dall'Associazione;
  3. pagare la quota associativa fissata annualmente dal Consiglio Direttivo.

 

11. Comportamento dei Soci. Ogni socio è tenuto ad un comportamento corretto, nel rispetto pieno dei regolamenti e delle leggi vigenti e non deve creare nessun problema di ordine pubblico. L’Associazione non si ritiene responsabile in alcun modo di quei soci che prendessero iniziative personali senza il consenso scritto del  Consiglio Direttivo. Resta inteso che il comportamento del Socio deve essere in linea con le finalità proprie del volontariato.

  

12. Espulsione di soci dall’Associazione. Tutti i soci che non rispetteranno lo Statuto ed il Regolamento Interno dell’Associazione e che non terranno un comportamento corretto, civile e rispettoso conforme alle norme civili vigenti ed espresse nella Costituzione Italiana, saranno immediatamente espulsi dall’Associazione attraverso una riunione straordinaria del Consiglio Direttivo. 

 

 13. Recesso dall’Associazione. Ogni socio può, in ogni momento, uscire dal gruppo riconsegnando la tessera e motivando per iscritto la sua decisione. 

 

 14. Funzioni di Segreteria. La funzione di segreteria è contemplata nell’art. 10 dello Statuto. E’ affidata ad un membro del Consiglio Direttivo che può essere nominato unicamente dal Presidente dell’Associazione e si occupa: 

  1. di assistere il Presidente ed il Consiglio Direttivo nell’ambito delle loro funzioni;
  2. dell’archiviazione della corrispondenza esaminata dal Presidente;
  3. della stesura e archiviazione dei verbali delle Assemblee e del Consiglio Direttivo;
  4. dell’esecuzione delle delibere.

 

15. Funzioni di Tesoriere. La funzione di Tesoriere è contemplata dall’art. 11 dello Statuto ed è affidata ad un membro del Consiglio Direttivo che può essere nominato unicamente dal Presidente dell’Associazione. Egli si occupa:

  1. della gestione dei rendiconti delle spese autorizzate preventivamente dal Presidente e delle entrate in riferimento alla contabilità del patrimonio associativo;
  2. della gestione dell’inventario dei mobili e delle attrezzature dell’Associazione, qualora esistenti;
  3. della predisposizione del bilancio preventivo e consuntivo da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea.

 

16. La funzione di Revisore. Il Collegio dei Revisori è contemplato dallo stesso art. 11 dello Statuto e non è un organo necessario. Qualora nominato sarà composto da tre soci non facenti parte del Consiglio Direttivo e dura in carica per lo stesso periodo di tempo (tre anni). I revisori hanno il compito di accertare la regolare tenuta della contabilità sociale, redigere una relazione integrativa che accompagni i bilanci annuali, accertare la consistenza di cassa e l’esistenza dei titoli di proprietà sociale. Per  l’espletamento del loro mandato i revisori potranno, se necessario, procedere a verifiche e controlli in qualsiasi momento presso la sede dell’Associazione  e dopo avere previamente informato il Presidente. Resta inteso che qualsiasi documento richiesto potrà essere posto in visione e consultato dai revisori, ma non potrà in alcun modo essere portato fuori dalla sede dell’associazione.  

 

17. Istituzione di Gruppi di Lavoro. Il Consiglio Direttivo  può istituire particolari Gruppi di Lavoro, con l’eventuale partecipazione di persone esterne all’Associazione in quanto volontari , professionisti ed esperti. Tali Gruppi saranno coordinati dal Presidente o, su sua richiesta, da un membro del Consiglio Direttivo stesso, da lui proposto e regolarmente votato dagli altri componenti. I Gruppi di lavoro saranno temporanei e potranno presentare, se richiesto, una dettagliata relazione sull’attività svolta. Le date di scadenza dei Gruppi di lavoro saranno  regolarmente votate dal Consiglio Direttivo.

 

18. Aiuto reciproco tra le famiglie dell’Associazione. Il mutuo aiuto tra famiglie facenti parte della “rete” pur non potendo costituire un obbligo giuridico, può certamente contribuire a rafforzare il legame tra famiglie facenti parte di una organizzazione che vuole offrire, tra le altre cose, anche una risposta concreta e preziosa alla crescente vulnerabilità delle molte famiglie oggi lasciate dalla  società nella più completa solitudine.  La solidarietà tra famiglie dell’Associazione Aquila è pertanto un preciso dovere morale di ogni associato.

 

19. Modalità di risposta  nei confronti di richieste di aiuto esterne all’associazione. Eventuali richieste di  aiuto da parte di famiglie esterne all’Associazione dovranno essere formalizzate al Consiglio Direttivo che disporrà, collegialmente, la possibilità di fornire il tipo,  i tempi e i modi  dell’assistenza da fornire. 

 

20. Delega di voto. Ogni associato, nell’impossibilità di partecipare all’assemblea di persona, può delegare un altro associato a rappresentarlo con diritto di voto compilando l’apposito modulo o inviando comunicazione scritta al Presidente. Resta inteso che ciascun socio non potrà avere più di due deleghe, come previsto dall’art. 7.11 dello Statuto.

  

21. Elezioni del Consiglio Direttivo. Le elezioni del Consiglio Direttivo hanno luogo ogni tre anni e si devono svolgere entro la naturale scadenza del mandato stesso. Qualora il caso lo richieda,  il Consiglio Direttivo potrà stabilire che le elezioni si svolgano utilizzando un apposito comitato elettorale. In tal caso la procedura per lo svolgimento delle elezioni sarà la seguente: costituzione del comitato elettorale composto da un minimo di tre ad un massimo di cinque membri che si sono proposti tra i Soci aventi diritto; tra gli stessi devono essere nominati il Presidente e due scrutatori. Sarà compito del Consiglio Direttivo ridurne l’eccedenza o integrarne la carenza. I membri del Consiglio Direttivo dimissionari e i Soci che intendono candidarsi non possono far parte del Comitato Elettorale.

 

22. Mansioni del Comitato Elettorale. Le mansioni del Comitato Elettorale, se nominato,  saranno le seguenti: 

  1. eleggere il Presidente del Comitato Elettorale;
  2. comunicare ai Soci la scadenza per la presentazione delle candidature;
  3. controllare la validità delle candidature presentate;
  4. preparare le schede e comunicare le modalità delle votazioni;
  5. preparare l’elenco dei soci aventi diritto al voto;
  6. fissare la data delle elezioni;
  7. procedere allo scrutinio e proclamare l’esito delle votazioni mediante comunicazione al Consiglio in carica, tenendo conto che:
  • vengono eletti membri del Consiglio Direttivo i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti, sino a raggiungere il numero di membri previsto dall’art. 8 dello Statuto;
  • a parità di voti risulteranno eletti i candidati con maggiore anzianità continuativa di Socio. Ad eguale anzianità  di socio sarà eletto il candidato più anziano di età.

 

23. Nomina del nuovo Consiglio Direttivo. Ottenuto l’esito delle votazioni il Consiglio Direttivo convoca l’Assemblea dei Soci e comunica l’esito delle votazioni e la data di insediamento del nuovo Consiglio Direttivo. 

 

 24. Pubblicazione di riviste. L’Associazione può pubblicare periodicamente una rivista d’informazione legata alle tematiche trattate dall’Associazione e curata da un Direttore Responsabile nominato dal Consiglio Direttivo. La rivista può essere inviata gratuitamente ai Soci o se richiesta da chiunque, dietro sottoscrizione di simbolico abbonamento annuale inteso a risarcire le spese postali e quelle per la realizzazione della rivista. 

  

25. Convocazione delle assemblee e pubblicazione di circolari. La convocazione delle assemblee  e tutte le altre comunicazioni avvengono   mediante affissione delle stesse presso la sede sociale, come previsto dall’articolo 7.7 dello Statuto , nonché mediante invio di messaggi attraverso posta elettronica. In particolare  l’associazione può pubblicare o inviare ai soci una o più circolari interne, sulle quali sono riportati, in sintesi,  piani di lavoro,  direttive, comunicazioni o informazioni. Le circolari avranno una numerazione progressiva seguita dall’anno di pubblicazione (es. 1/2008, 2/2008 ecc,). 

  

26. Redazione dei verbali delle Assemblee. Di ogni riunione degli organi collegati dell’Associazione deve essere redatto verbale sottoscritto dal Presidente e Segretario e riportato sull’apposito libro sociale. Sono libri sociali: il Libro dei Soci, il Libro dei Verbali delle Assemblee, il Libro dei Verbali del Consiglio Direttivo e il Libro dei verbali dei revisori. I verbali, così redatti, saranno spediti a mezzo di posta elettronica a tutti gli associati ,i quali in tempo utile per la loro apposizione nel rispettivo libro sociale, comunicheranno al presidente eventuali osservazioni .Trascorsi tre giorni, senza che alcun socio farà pervenire le suddette note, i verbali saranno firmati dal presidente e dal segretario e inseriti definitivamente nell’apposito libro.   

  

 27. Gestione del patrimonio sociale. I membri del Consiglio Direttivo sono solidamente responsabili davanti all’Assemblea della gestione del patrimonio sociale. Ogni atto di  disposizione del patrimonio deve essere approvato dal Consiglio Direttivo. 

   

28. Il Presente Regolamento Interno dovrà essere approvato dall’assemblea dei soci. Lo stesso potrà essere in ogni momento  integrato e/o modificato dal Consiglio Direttivo sempre mediante  approvazione  dell’assemblea dei Soci.

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